RiEvoluzione Poetica

mercoledì 23 marzo 2016

Dialogo tra un italiano e un non

di Marco Cinque

NON: Che significa essere italiano?
ITALIANO: Significa nascere in Italia, cioè un paese stupendo, con una democrazia, una Costituzione meravigliosa, la storia, l’arte, la poesia, la musica, il mangiare buono, la moda, la Ferrari, la Nazionale, fantasia, simpatia, generosità, creatività, ma…
NON: Ma?
ITALIANO: Ma la situazione attuale ci sta precipitando nel degrado più assoluto, non è più sostenibile, uno schifo totale.
NON: E di chi sarebbe la colpa di tutto questo?
ITALIANO: Ad esempio gli zingari, quelli lì, proprio davanti casa mia, li vedi?
NON: Vuoi dire i Rom?
ITALIANO: Sì, Rom, ma sempre zingari sono. Non li vedi? Rubano, mandano i figli e le mogli a mendicare, vivono nei campi nomadi ma hanno auto di lusso e sono miliardari. Se non fai attenzione rapiscono i tuoi bambini e li rivendono o li tengono come schiavi. Si rifiutano di lavorare e preferiscono fare gli zingari, così come fanno. Devono tornare a casa loro!
NON: Scusa, sorvoliamo sulla serietà di tutte le accuse che muovi, ma molti di loro sono italiani e sono già a casa loro. Dove vorresti mandarli?
ITALIANO: Non lo so e non mi interessa, l’importante è che se ne vadano via, che non rovinino l’Italia.
NON: Scusami ancora, ma non potendo andare in un altro paese e non potendo restare in Italia, allora dovrebbero essere rinchiusi in luoghi recintati e controllati, tipo campi di concentramento?
ITALIANO: Ti ripeto che non lo so e non è un problema mio. Il problema è che loro sono un problema.
NON: Beh, da questo ragionamento si capisce come sia stato possibile per gente come Hitler e Mussolini prendere il potere e fare quello che hanno fatto.
ITALIANO: Che c’entra? Quello era un altro momento storico, adesso è diverso. Prova a viverci tu con gli zingari fuori dalla porta di casa tua e poi mi racconti.
NON: E bastano gli zingari per fare dell’Italia uno schifo?
ITALIANO: Magari! ci sono anche queste invasioni di immigrati, soprattutto gli islamici, che tra un po’ ci butteranno fuori e si prenderanno il nostro paese.
NON: Così pensi che tutte le persone che scappano dalle guerre, dalla miseria e dalla fame siano intenzionate a prendersi l’Italia e a mandare via gli italiani?
ITALIANO: Beh, ma non lo vedi? Non vedi che stanno rubando il lavoro dei nostri figli? Non vedi che mettono le bombe dappertutto? Che vogliono costringere le nostre donne a mettersi il burqa? E tutti questi cinesi che stanno facendo fallire le nostre aziende? E i neri che sbucano da tutte le parti e ti chiedono l’elemosina senza pagare le tasse? E quelli che spacciano droga ai giovani italiani? E le prostitute che magari ti attaccano pure una brutta malattia e rovinano le famiglie? E le badanti che maltrattano i vecchietti e si fanno intestare la loro casa? Possibile che non riesci a renderti conto che sarebbe ora di farla finita? Che se ne tornino a casa pure loro, sai quanti problemi avremmo risolto.
NON: Così pensi che se sparissero Rom e immigrati, senza peraltro curarti di capire come farli sparire, allora l’Italia sarebbe un paese migliore?
ITALIANO: Sicuramente migliore di quello che è adesso, anche se ci sarebbero altri problemi da risolvere, però avremmo fatto un grande passo in avanti.
NON: Devi però considerare che, per un sacrosanto principio di reciprocità e di equità, se l’Italia dovesse espellere tutti i non italiani o anche quelli semplicemente non graditi come i Rom, allora poi dovrebbe riprendersi tra i suoi confini tutte le decine di milioni di emigranti italiani in giro per il mondo, col risultato che questo paese diventerebbe il più sovraffollato del pianeta.
ITALIANO: Ma gli italiani sono diversi, sono più onesti, lavorano, portano cultura, insegnano agli altri a mangiare bene. Non c’è proprio confronto.
NON: Continui, fin dall’inizio, a ragionare per stereotipi, regalando agli italiani quelli positivi e affibbiando ai non italiani o agli ospiti sgraditi quelli negativi. Allora, da non italiano, ti invito a ribaltare la prospettiva e a ragionare su questo: Voi italiani votate politici ladri e corrotti, vi fate governare da loro perché anche voi siete tutti ladri e corrotti. Siete mafiosi, camorristi e ‘ndranghetisti. Siete razzisti, bestie che vanno allo stadio per picchiarsi, spararsi e accoltellarsi. Siete evasori e scansafatiche, volete il posto di lavoro ma non volete lavorare, timbrate il cartellino e poi vi fate i fatti vostri. Truffate continuamente lo Stato facendovi passare per disabili e per prendervi pensioni che non vi spettano. Vi riempite di sputi e schiaffi nelle vostre riunioni condominiali per scemenze: il rubinetto che goccia, la lampadina che non si accende e altre amenità. Riempite di escrementi di cane i marciapiedi. Acquistate a caro prezzo i vostri cani di razza, mentre lasciate i canili pieni, alla faccia della sensibilità verso gli animali. Saltate sempre la fila cercando di gabbare chi vi precede. Parcheggiate in doppia e tripla fila, in curva, ostruite gli accessi ai marciapiedi previsti per le carrozzine e occupate i posti riservati ai portatori di handicap. Manganellate gli operai e gli studenti che chiedono il rispetto dei diritti. Sfrattate senza pietà intere famiglie. Lasciate i vostri bambini nelle mani di preti pedofili e regalate l’8 per mille ai cardinali che si rimpinzano a vostre spese. Sfruttate i lavoratori stranieri, li fate lavorare in nero. Quando siete nelle vostre automobili vi riempite di insulti, siete capaci di ammazzarvi per un nonnulla. Voi italiani andate nei paesi poveri a depredare le loro ricchezze, le loro risorse. Riempite di rifiuti tossici e di veleni radioattivi quei paesi (lo fate anche in casa vostra). Tornate ancora in quei paesi per fare le vostre guerre chirurgiche e umanitarie. Esportate miliardi di armi in quei paesi e pretendete che restino pacifici. Picchiate le donne, le stuprate, le ammazzate, lo stesso fate coi bambini, soprattutto all’interno dei vostri nuclei famigliari. Pretendete che di voi emerga solo lo stereotipo buono, così avete governanti pagliacci fatti a vostro modello e misura: i Berlusconi, i Renzi, i Grillo (per citare i più tragicamente comici), che portano la vostra immagine in giro per il mondo. Ma il mondo forse si è fatto un’idea non proprio degna sul vostro conto.

MORALE DELLA FAVOLA
Lo stereotipo, come unità di misura per giudicare una persona, una comunità, un gruppo etnico, una cultura o un popolo, è il mezzo più rapido ed efficace per condurci al conflitto.